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Bilanci di fine anno e successo formativo: una riflessione sulla valutazione

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Siamo giunti alla fine dell’anno scolastico, un momento cruciale di bilanci in cui il tema della valutazione diventa inevitabilmente centrale per docenti, studenti e famiglie. In questo clima di profonda riflessione per tutta la comunità educante, riceviamo e pubblichiamo con grande piacere un contributo sulla valutazione nel sistema scolastico italiano, a cura della prof.ssa Longo Battistina.

La professoressa, validissima professionista e stimata docente, ci offre un’attenta e puntuale disamina sull’argomento, esplorando con chiarezza le due fondamentali tipologie di valutazione: interna ed esterna.

Attraverso il suo testo, la professoressa ci ricorda opportunamente che la valutazione non si riduce a un semplice voto finale, ma è un processo complesso che guarda alla crescita della persona. Richiamando il quadro normativo, sottolinea infatti come essa “ha per oggetto il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo degli alunni” e concorra, “con la sua finalità anche formativa […] al miglioramento dei livelli di conoscenza e al successo formativo”.

Inoltre, l’autrice ci invita a guardare alla scuola nel suo insieme, ricordandoci che “anche la valorizzazione/valutazione dei docenti si inserisce nel processo di autovalutazione-miglioramento-rendicontazione di ciascuna istituzione scolastica”. Un meccanismo virtuoso, insomma, che coinvolge l’intera architettura scolastica, fino all’azione di leadership del dirigente.

Ringraziamo la prof.ssa Longo Battistina per questo prezioso momento di approfondimento, che vi invitiamo a leggere integralmente. Buona lettura!

La valutazione nel sistema scolastico italiano

Quando si parla di valutazione si può fare riferimento a due tipologie: valutazione interna e valutazione esterna.

La prima riguarda gli apprendimenti (conoscenze, abilità, competenze) e il comportamento degli allievi, nonché l’autovalutazione di Istituto.

La seconda interessa la valutazione di alcuni apprendimenti degli allievi (conoscenze e abilità) da parte dell’INVALSI, la valutazione del dirigente scolastico e della sua azione di leadership, la valutazione dei risultati complessivi della scuola stessa.

A livello normativo è con il DPR 122/2009 che si ha un coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni e le modalità applicative in materia. L’art.1, c.2 e c.3 infatti, recitano che “la valutazione è espressione dell’autonomia professionale propria della funzione docente, nella sua dimensione sia individuale che collegiale, nonché dell’autonomia didattica delle istituzioni scolastiche. La valutazione ha per oggetto il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo degli alunni, concorre con la sua finalità anche formativa e attraverso l’individuazione delle potenzialità e delle carenze di ciascun alunno, ai processi di autovalutazione degli alunni medesimi, al miglioramento dei livelli di conoscenza e al successo formativo”.

Il compito della rilevazione nazionale degli apprendimenti degli studenti, su base censuaria, è però affidato all’INVALSI che, attraverso prove standardizzate, accerta i livelli generali e specifici di apprendimento conseguiti in italiano, matematica e inglese in coerenza con le Indicazioni Nazionali per il curricolo ai sensi del DPR 80/2013. In un quadro più ampio si inserisce poi, la valutazione delle istituzioni scolastiche che si articola in una fase di autovalutazione da parte delle scuole (RAV, Questionario, monitoraggi), per poi passare alla definizione e all’attuazione del Piano di Miglioramento e alla valutazione esterna effettuata dal nucleo di valutatori individuati dall’USR. Anche la valorizzazione/valutazione dei docenti si inserisce nel processo di autovalutazione-miglioramento-rendicontazione di ciascuna istituzione scolastica.

Alla funzione docente, infatti, sono richieste competenze  definite in modo specifico e possibilmente misurabili  a livello di performance, nell’ottica del Servizio nazionale di valutazione (risultati prove nazionali)  e del bonus premiale la cui attribuzione mira a valorizzare  quei docenti che si sono distinti nella qualità dell’insegnamento e hanno apportato un significativo contributo  al successo formativo e scolastico degli alunni, all’innovazione didattica e metodologica  e alla diffusione delle buone pratiche. In tale prospettiva, la valutazione dell’operato del dirigente scolastico (effettuata ai sensi dell’art.25, comma 1 del D.Lgs 165/2001) diventa  di fondamentale importanza in quanto, nella “specificità delle proprie funzioni” (gestionali, organizzative e di leadership) il DS  promuove la valorizzazione dell’impegno professionale, la collaborazione e la partecipazione di tutte le componenti della comunità scolastica e del territorio, contribuisce, mediante l’azione dirigenziale, al successo formativo e  scolastico degli alunni e dei processi organizzativi e didattici.

Procedimento di valutazione dell’attività del DS disciplinata dalla Direttiva n.36/2016 al cui art. 3 sostiene che “il processo di valutazione promuove la partecipazione ed il coinvolgimento dei soggetti interessati, anche attraverso adeguate iniziative di formazione continua, tenuto conto dei diversi contesti di riferimento in cui operano i Dirigenti e dei cambiamenti indotti da innovazioni normative ed organizzative”. In realtà, sostiene A. Paletta, i sistemi di valutazione rappresentano una variabile di “progettazione organizzativa” che deve tenere conto delle peculiari condizioni di contesto in cui operano le scuole.

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