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Con la registrazione del Decreto Ministeriale n. 71 del 29 aprile 2026 e la sua formale trasmissione agli Uffici Scolastici Regionali (USR), prende ufficialmente forma il nuovo assetto degli Istituti Tecnici. Analizzando i quadri orari allegati al provvedimento, emergono criticità evidenti che impattano direttamente sul personale docente: riduzioni oggettive degli organici, aumento della precarizzazione interna e un preoccupante spostamento delle decisioni sulle cattedre verso le singole istituzioni scolastiche.
Gli USR hanno ora in mano le indicazioni per calcolare i prossimi organici, rendendo urgente una presa di coscienza da parte di tutti i lavoratori della scuola.
Il taglio strutturale: la riduzione oraria del Quinto Anno
Basta incrociare i dati dei nuovi quadri orari per notare una significativa flessione del monte ore garantito. Mentre nei primi quattro anni la somma delle ore sembra mantenere l’impianto tradizionale, al quinto anno si assiste a una decurtazione inequivocabile.
L’Area di Istruzione Generale (comune a tutti gli indirizzi) scende a 462 ore annuali. A queste si sommano le 528 ore dell’Area di indirizzo. Il totale si ferma a soli 990 ore per le future classi quinte. Mancano all’appello 66 ore annuali, pari a due ore settimanali in meno. Un taglio lineare che si tradurrà inevitabilmente in una contrazione delle cattedre a livello nazionale.
La “Quota a disposizione della scuola”: il rischio della competizione interna
Un altro punto di forte criticità è la cosiddetta “Quota del curricolo a disposizione della scuola”. Il Ministero demanda alle singole istituzioni una parte sempre più ampia del monte ore: 132 ore al primo biennio, 198 al secondo, per arrivare alla considerevole cifra di 231 ore sottratte all’ordinamento nazionale nel solo quinto anno.
Invece di garantire l’organico a livello centrale tramite griglie certe, si scarica la responsabilità della composizione delle cattedre sui Collegi Docenti e sui PTOF. Questo meccanismo rischia di innescare una forte e spiacevole competizione interna: i docenti delle materie tecniche e gli insegnanti tecnico-pratici (ITP) dovranno confrontarsi a livello di istituto per vedersi assegnate le ore necessarie a salvaguardare la propria titolarità, con il rischio concreto che le scelte organizzative delle singole dirigenze generino nuovi docenti perdenti posto.
Le Classi di Concorso più colpite dai tagli
Analizzando nel dettaglio i prospetti orari, alcune specifiche classi di concorso emergono come le più penalizzate da questo riordino, subendo contrazioni che metteranno seriamente a rischio le cattedre:
- Italiano (A-12): La decurtazione del quinto anno colpisce duramente l’insegnamento della prima lingua. Nell’Area di Istruzione Generale, la materia passa dalle 132 ore annuali (garantite nel primo e secondo biennio) a sole 99 ore al quinto anno. Si tratta della perdita di un’ora settimanale proprio nell’anno decisivo per la preparazione all’Esame di Stato.
- Lingue Straniere (A-22): La Seconda Lingua Comunitaria esce decimata dal nuovo quadro, in particolare nel settore Economico (AFM). Nell’articolazione SIA (Sistemi Informativi Aziendali), crolla a sole 33 ore annuali (appena un’ora a settimana) al terzo anno, per poi scomparire del tutto al quarto e al quinto anno. Anche nell’AFM generale è ridotta a sole 33 ore annuali in tutto il triennio finale. Nell’articolazione RIM (Relazioni Internazionali), le ore scendono a 33 al quinto anno.
- Diritto ed Economia (A-46): Nell’Area Generale, l’insegnamento di Diritto ed Economia è confinato esclusivamente al primo biennio con 66 ore annuali. Inoltre, all’interno delle specifiche aree di indirizzo subisce cali puntuali: ad esempio, nell’articolazione SIA l’Economia Politica viene tagliata a sole 33 ore (un’ora a settimana) al quinto anno.
- Le classi “ad esaurimento” (A-66, A-50, A-42): Il decreto formalizza la chiusura di specifiche categorie di docenti, indicando classi di concorso storiche come “ad esaurimento limitatamente alla salvaguardia della titolarità”. È il caso di Tecnologie dell’informazione (A-66) e Geografia economica (A-50) nell’area AFM, nonché di Progettazione ed edilizia (A-42) nell’area CAT.
Come Sindacato, esprimiamo forte preoccupazione per una riforma che rischia di celare una riduzione delle tutele nazionali sul posto di lavoro. Invitiamo tutto il personale a informarsi e a monitorare attentamente le ricadute nei propri istituti, in attesa di pubblicare nei prossimi giorni le analisi di dettaglio per gli altri indirizzi.












































