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La prova di terza media e la Maturità hanno ormai lo stesso sapore di una replica televisiva estiva, sai perfettamente come va a finire. Diciamoci la verità, senza paura di passare per nostalgici degli anni ottanta; i veri esami di una volta, quelli che facevano tremare le gambe (anche a Claudia, storica fidanzata di Antonello Venditti), oggi non esistono più. I cinquantenni di oggi (come il sottoscritto) venivano tormentati con domande a tradimento su tutto il programma scolastico.
Al loro posto è nato un cerimoniale prevedibile e rassicurante. Nelle aule si assiste da almeno vent’anni a una recita dal copione scritto. Gli studenti affrontano prove scritte che sono la fotocopia di compiti in classe già svolti e digeriti durante l’anno. Poi arriva il pezzo forte: il colloquio orale.
Qui va in scena il trionfo della “mappa concettuale” o della “tesina”. Un percorso multidisciplinare blindato, imparato a memoria (a volte i candidati non padroneggiano nemmeno quello) e ripetuto come un disco rotto. Il ragazzo espone la sua scaletta sicura, la commissione annuisce e la sessione scivola via senza scossoni, sorprese o imprevisti.
Dove sia finito il senso profondo di una vera valutazione resta un mistero della pedagogia moderna. Se l’obiettivo è testare la capacità di improvvisazione o la resistenza all’ansia da palcoscenico, allora la formula moderna è perfetta. Se invece l’intento fosse verificare una reale crescita personale e una conoscenza approfondita delle materie, forse è il caso di ammettere che il re è nudo. E che questo rito, oggi, è solo una formalità burocratica per sancire un passaggio avvenuto nei mesi precedenti. Con buona pace del nostro Antonello Venditti.







































































