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“Non c’è nulla che sia ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali”. Muovendo dalle parole di Don Lorenzo Milani e dai pionieri della pedagogia speciale, il Prof. Antonio Luongo – caro collega e professionista della scuola – ci accompagna in un viaggio attraverso le quattro grandi fasi della disabilità nella società: dall’esclusione all’inclusione. Questo documento rappresenta una bussola fondamentale per comprendere come la scuola italiana si sia evoluta per mettere al centro l’unicità di ogni alunno. Buona lettura di questo approfondimento normativo e umano.
La pedagogia speciale nasce tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800 come risposta al bisogno di educare persone che fino ad allora venivano escluse dalla società perché considerate incapaci di apprendere. Tra i pionieri più importanti vi sono Jean Marc Gaspard Itard, che studiò il caso del “ragazzo selvaggio” dell’Aveyron, ed Édouard Séguin, che elaborò metodi educativi specifici per persone con disabilità intellettive, aprendo la strada ad una visione più umana ed educativa della disabilità segnando l’inizio della pedagogia speciale.
Nel corso del Novecento la pedagogia speciale si sviluppa ulteriormente grazie ai contributi della psicologia, della medicina e delle scienze dell’educazione. In questa fase prevale inizialmente un modello separativo, basato sull’idea che gli alunni con disabilità dovessero frequentare scuole o istituti speciali distinti da quelli comuni. Successivamente, soprattutto dopo la Seconda guerra mondiale, cresce la consapevolezza dell’importanza dell’uguaglianza educativa, portando gradualmente al superamento dell’emarginazione scolastica. In Italia un ruolo fondamentale viene svolto da Maria Montessori, che valorizza l’autonomia, l’esperienza concreta e il rispetto dei tempi di apprendimento di ogni bambino, influenzando profondamente la pedagogia inclusiva moderna. Altro pedagogista fondamentale verso la scuola dell’inclusione fu Don Lorenzo Milani con la scuola di Barbiana in Toscana che fu teorizzata in una “Lettera ad una Professoressa del 1967“ il suo motto era “Non c’è nulla che sia ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali”.
A partire dagli anni Settanta si afferma il concetto di integrazione scolastica, secondo cui gli alunni con disabilità devono essere inseriti nelle scuole comuni con adeguati supporti educativi e didattici. In Italia questo cambiamento viene sancito prima dalla legge 118/1971 e poi dalla Legge 517 del 1977, che elimina le classi differenziali e introduce la figura dell’insegnante di sostegno.
Oggi la pedagogia speciale si fonda sul principio dell’inclusione, che considera ogni persona unica e portatrice di potenzialità. L’obiettivo non è più soltanto adattare l’alunno al sistema scolastico, ma trasformare la scuola e la società affinché siano accessibili e accoglienti per tutti. (Modello bio – psico sociale) Le nuove tecnologie, la personalizzazione dell’insegnamento e la collaborazione tra scuola, famiglia e servizi territoriali rappresentano strumenti fondamentali per garantire pari opportunità educative..
La storia della pedagogia speciale può essere compresa attraverso quattro grandi fasi evolutive: l’esclusione, l’inserimento , l’integrazione e l’inclusione, che rappresentano il cambiamento progressivo del modo in cui la società ha considerato le persone con disabilità e con bisogni educativi particolari.
TAPPE FONDAMENTALI
- 1790 – 1800 – Nascita in Francia della Pedagogia speciale
- FASE DELL’ESCLUSIONE
- 1928 – Classi speciali/R.D. 26 aprile 1928 n. 1297 (Riforma Gentile).
- FASE DELL’INSERIMENTO
- L. 118/1971 – Obbligo di inserimento degli alunni disabili nella scuola comune.
- FASE DELL’INTEGRAZIONE
- L. 517/77 – Abolizione delle classi differenziali e introduzione del docente di sostegno (decreto Falcucci)
- FASE DELL’INCLUSIONE
- L. 104/92 – Legge quadro fondamentale per l’inclusione scolastica gli articoli fondamentali sono:
- Art. 12. L’alunno con disabilità ha diritto all’istruzione in tutte le scuole di ogni ordine e grado
- Art.12, c.5 – Per l’alunno disabile deve essere redatto il PEI (Piano Educativo Individualizzato), dal GLHO con docenti di classe , la famiglia e l’ASL. Oggi è stato aggiornato dal D.Lgs 66/2017.
- Art.13. Istituisce la figura del docente di sostegno come contitolare della classe
- Art. 15 – Gruppo di lavoro che oggi diventato GLI/GLO con il D.Lgs 66/2017.
La legge 104/92 sposta il paradigma didattico non è più l’alunno disabile a doversi adattare alla scuola, ma è la scuola che si adatta ai bisogni dell’alunno. E’ il passaggio dall’integrazione all’inclusione.
- 7 – 10 giugno 1994 – Dichiarazione di Salamanca/Conferenza Mondiale sull’Educazione dell’UNESCO. Si sancisce il passaggio dall’integrazione all’inclusione la scuola deve adattare i programmi ai bisogni soggettivi per accogliere tutti.
- L.18/2009 (Linee guida per il sostegno), ratifica della Convenzione Onu per i diritti delle persone con disabilità. (CPRD ONU – 2006).
- L.170/2010 (Disturbi specifici dell’apprendimento), la legge riconosce misure dispensative e compensative per i DSA (dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia) tramite il PDP (piano didattico e personalizzato).
- D.M 5669/2011 – Linee guida per l’ attuazione della L.170/2010.
- D.M. 27.12. 2012 – Strumenti d’intervento per alunni con Bisogni Educali Speciali (BES)
- C.M. 8/2013 – Chiarimenti operativi per l’applicazione del D.M. 27 .12.2012.
- L. 107/2015 – Riforma del Sistema Nazionale d’Istruzione e Formazione.
- D.Lgs 62/2017 – Valutazione scolastica/Decreto attuativo della L.107/2015
- D.Lgs 66/2017 – Inclusione Scolastica/Decreto attuativo della L. 107/2015
- D.Lgs 96/2019 – Disposizioni integrative e correttive del D.Lgs 66/2017
- D.I. 182/2020 – Adozione modello PEI e linee guida per la sua compilazione
- D.I. 153/2013 – Modifiche al D.I. 182/2020 sul modello PEI
- L. 62/2024 – Progetto di Vita













































Un commento
Argomento trattato in modo chiaro e preciso