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Siamo a maggio inoltrato e ormai il tempo per prepararsi agli esami di stato è agli sgoccioli. Grande fermento, dunque, in tutta la comunità scolastica tra documenti da preparare (per i docenti), argomenti da studiare (per gli studenti) e verifiche raffazzonate da distribuire svolgere e correggere (un po’ per tutti). Eppure quest’anno le novità riservate dal ministero sono davvero tante, tra cui l’obbligo di formazione per i docenti. In questo articolo noi di Ases Scuola ci proponiamo di offrire una panoramica su tutte le novità salienti.
Formazione per l’esame di stato: sarà obbligatoria per i docenti?
Difficile dare una risposta univoca e certa a questo quesito. Discorso alquanto surreale, dato che la piattaforma per la formazione è stata già attivata a partire dal 13 di maggio. Inoltre, la normativa prevede effettivamente la formazione obbligatoria per tutti gli insegnanti chiamati a esaminare, come si può leggere direttamente dal sito del ministero al link che vi riportiamo qui.
Tuttavia, in una successiva nota il ministero sembra essersi contraddetto, parlando di formazione “auspicabile” per coloro che hanno presentato domanda agli esami. Secondo quest’ultima interpretazione, quella a oggi effettivamente più plausibile, almeno per quest’anno, la formazione sarà facoltativa. Come spesso accade in ambito scolastico, dunque, il ritardo e la mancanza di chiarezza nelle comunicazioni potrebbero offrire una “zona grigia”, presso la quale rifugiarsi dagli obblighi.
Esame di stato: quali novita?
Le novità dell’Esame di Stato 2026 derivano dal Decreto Legge n. 127/2025. Questa riforma punta a valorizzare le competenze personali e l’orientamento degli studenti.
In primo luogo, cambia la struttura delle commissioni. Ciascuna classe avrà infatti solo 5 membri totali: un presidente esterno, due commissari esterni e due interni. Inoltre, per i docenti coinvolti è previsto un percorso di formazione specifico.
Per quanto riguarda le prove, gli scritti mantengono la formula nazionale. Al contrario, il colloquio orale viene profondamente rinnovato. La discussione si concentrerà infatti su quattro discipline scelte ogni anno dal Ministero. In questo contesto, avranno un ruolo centrale il Curriculum dello studente, l’educazione civica e la “formazione scuola-lavoro”.
Infine, cambiano i criteri per il punteggio bonus. Quest’ultimo viene ridotto a un massimo di 3 punti. Di conseguenza, sarà riservato solo agli studenti meritevoli con un punteggio di partenza molto elevato.











































