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NUOVE REGOLE PER IL PEI

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Con l’approvazione di fine settembre del decreto del 30 settembre n. 170/2026, sono state introdotte nuove regole sul funzionamento del Piano Educativo Individuale (PEI).

Sono stati modificati i tempi di approvazione del documento didattico e le modalità di richiesta delle ore di sostegno per gli alunni certificati L.104/92. Le nuove regole introdotte all’inizio dell’anno scolastico attuale introducono novità sulle procedure e sulle competenze del GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione), rispetto ai tempi ed all’ approvazione del PEI.

In sintesi per gli alunni già certificati e già iscritti nella stessa scuola, il PEI viene approvato in via definitiva entro giugno e può essere aggiornato entro il 15 ottobre. Per gli alunni di nuova certificazione o nuova iscrizione, il PEI viene approvato in via provvisoria entro giugno e in via definitiva entro e non oltre il 15 ottobre e non più il 31 ottobre.

Rispetto alla richiesta delle ore di sostegno il GLO non si limita più a proporre, ma di fatto decide, con il vincolo di fornire un’adeguata motivazione. Il decreto conferma che il PEI può essere approvato dal GLO anche in assenza di una delle componenti previsti, purché regolarmente convocata anche in assenza dell’ASL. Gli altri componenti aventi diritto sono il Consiglio di classe, la famiglia e  gli esperti nominati dalla famiglia. Gli  alunni  con disabilità hanno il diritto  di partecipazione soprattutto nelle scuole superiori di 2° grado a tutela del loro diritto  all’autodeterminazione (D.I.182/2020), prendono parte attivamente alle decisioni scolastiche per sviluppare autonomia, consapevolezza, denunciare disagi ed esprimere desideri (quest’ultimo principio è garantito dal  progetto di vita L.62/2024). Il loro apporto ha solo un valore pedagogico rispetto alla stesura del PEI in termini di (obiettivi, metodologie, valutazione, ruolo del docente di sostegno) e non un valore giuridico che viene sempre esercitato dai genitori in caso di alunni minori.

Il DL è stato approvato dal Consiglio dei Ministri come decreto d’urgenza ed è pertanto entrato immediatamente in vigore. Alcune parti sono state di difficile applicazione entro il 15 ottobre 2026 si doveva aggiornare un PEI redatto a giugno che nessuna scuola ha fatto. Il PEI provvisorio previsto a giugno in base al D.I. 182/2020 è stato redatto solo per gli alunni di nuova certificazione, e non per quelli di nuova iscrizione e molte scuole hanno calendarizzato il piano annuale sulla base alla vecchia scadenza del 31 ottobre.

Questo provvedimento tra gli addetti ai lavori ha generato oltre alle difficoltà di applicazione molte criticità anche sui principi. La prima è il fatto che il PEI per il prossimo anno dovrà essere redatto entro giugno, questo richiederebbe alla scuola tramite il GLO di provvedere con un anticipo su quello che dovrebbe accadere l’anno dopo. Tutta la ricerca pedagogica ci dice che il PEI deve tener conto delle condizioni reali del contesto che sono quelli che cominciano con il nuovo anno: cambiano i docenti, cambiano le competenze dell’alunno, soggetto in età evolutiva, per cui pensare di fare il PEI definitivo entro giugno è antipedagogico e di conseguenza anti-inclusivo, toglie efficacia e flessibilità a questo documento che non può essere cristallizzato.

Seconda questione tenere fermo il PEI fino al passaggio di grado è un‘altra misura antipedagogica per il fatto che un alunno in età evolutiva nonostante abbia una disabilità non resta fermo, la disabilità non è un limite, ma il frutto dell’intreccio tra la situazione personale e una serie di barriere o facilitatori (modello bio-psicosociale su base ICF dell’OMS), attuale paradigma didattico della pedagogia speciale e dell’inclusione e principio ispiratore del progetto di vita. L’ambiente può cambiare come l’abilità del soggetto e non ha senso pedagogico pensare a nessuna modifica per un intero grado si toglie dinamicità al documento didattico di conseguenza anche questa misura può essere considerata antipedagogica e anti inclusiva.

Poiché il decreto in questione deve essere convertito in legge, ci auguriamo che venga corretto nel corso del suo iter per un PEI veramente inclusivo, nel rispetto dei tempi, della dinamicità e della personalizzazione che caratterizzano la vita di ogni soggetto in situazione di disabilità.

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